Con un budget totale di 500 milioni di euro, il Fondo europeo
di Adeguamento alla Globalizzazione è stato istituito per aiutare coloro che
hanno perso il posto di lavoro a riqualificarsi e trovare un nuovo impiego nel
minor tempo possibile. In attesa del voto del 9 marzo sui licenziamenti in
Germania e in Lituania, vediamo come il Parlamento aiuta le "vittime della
globalizzazione" del 2009.
Se martedì 9 marzo il voto dei deputati sarà favorevole, più di 3.000
lavoratori tedeschi e lituani riceveranno dall'UE un aiuto di 7,6 milioni di
euro come sostegno per la formazione, il lavoro autonomo e l'orientamento
professionale. Questa somma sarà disponibile già dopo 15 giorni dal voto, e i
paesi coinvolti avranno 12 mesi di tempo per impiegarli.
L'aiuto ai disoccupati nel 2009
Nel 2009 il Parlamento ha approvato 10 richieste di 8 Paesi membri,
distribuendo sussidi per oltre 52 milioni di euro destinati ad aiutare 15.827
persone a rientrare il più velocemente possibile nel mondo del lavoro.
Anche l'Italia ha richiesto un aiuto di 10,6 milioni per 2.577 ex-lavoratori
del Gruppo Merloni, produttore di elettrodomestici, e la domanda è attualmente
in fase di valutazione.
Come funziona?
Ogni Stato dell'UE può fare domanda. Gli aiuti si attivano solo nei casi di
licenziamenti massicci: almeno 500 persone in un periodo di 4-9 mesi, a seguito
di un mutamento delle condizioni di mercato dovuto alla globalizzazione: non è
un caso che - tranne la Merloni - tutte le altre aziende italiane che hanno
fatto richiesta appartengono al settore tessile.
Il Fondo di adeguamento può coprire il 65% degli aiuti ai lavoratori (il
resto viene pagato dallo Stato, dalla regione o dalle autorità locali) destinati
alla ricerca di un nuovo lavoro, a corsi di preparazione e orientamento
professionale o all'avvio di nuove attività. Ogni progetto dovrebbe essere
realizzato entro un anno. Le domande sono approvate dal Parlamento come parte
del bilancio annuale.
Globalizzazione, sfide e rischi
La globalizzazione pone sfide e opportunità per le imprese in grado di
coglierle, ma anche pesanti rischi che tendono a ricadere sulle spalle dei
lavoratori. L'UE contribuisce, con il Fondo per l'adeguamento alla
globalizzazione, a difendere il diritto al lavoro, sostenendo una cultura di
formazione permanente e aiutando i Paesi membri a gestire le emergenze più gravi