Parlamento Ue: no a riduzione fondi protezione donne e bambini
Destinare risorse a nuove minacce provenienti social network
BRUXELLES - E' un ''no'' secco e deciso quello
arrivato oggi dal Parlamento Ue a qualsiasi possibilita' di riduzione dei fondi
comunitari destinati alla protezione delle donne e dei bambini da ogni forma di
violenza. Il programma europeo Daphne - l'unico attivo in questo ambito -
dovrebbe anzi vedere aumentate le proprie risorse per affrontare le nuove
minacce provenienti dal crescente utilizzo di internet e dei social network. E'
il senso di una risoluzione approvata a larga maggioranza (554 voti a favore, 22
contrari e 88 astensioni) dall'Europarlamento.
Gli eurodeputati sottolineano che, secondo
diversi studi, una donna su quattro in Europa ha subito almeno una violenza
fisica nella sua vita e piu' di una su dieci una violenza sessuale. Dei dati
allarmanti, resi ancora piu' evidenti da quello che riguarda i bambini: il 26%
avrebbe subito una violenza fisica durante l'infanzia. La risoluzione del
Parlamento europeo chiede dunque di rafforzare l'azione comunitaria, puntando
anche a varare una legislazione a livello Ue per ''sradicare la violenza di
genere''. Le donne non hanno infatti le stesse tutele contro la violenza
maschile in tutti i paesi membri dell'Unione. L'attuale situazione comporta
anche dei costi sociali enormi.
Si stima che la sola violenza coniugale costi 16
miliardi di euro all'anno nell'Ue, causata da spese mediche, legali e altri tipi
di assistenza. ''In questi tempi di crisi economica e' fondamentale rafforzare
il programma Daphne, perché le donne potrebbero avere meno risorse per
proteggersi'', ha affermato la relatrice della risoluzione, l'eurodeputata
popolare portoghese Regina Bastos. Lo stesso concetto e' stato espresso dalla
socialdemocratica francese Sylvie Guillaume, che ha sottolineato l'importanza
che il futuro del finanziamento del programma ''non sia in nessun modo messo in
pericolo''.
02 Febbraio 2012
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