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appello da parte degli insegnanti di materie scientifiche

(Ci chiedono di pubblicare)

Il riordino della scuola secondaria, in via di approvazione, mette in pericolo il futuro dell’educazione scientifica nel nostro Paese e dello sviluppo ad essa collegato. La drastica diminuzione delle ore di insegnamento delle scienze sperimentali nel loro complesso e, nello specifico, delle scienze naturali (biologia e scienze della Terra) e la distribuzione delle ore di scienze naturali in alcuni indirizzi liceali, la quale non tiene conto dell’età alla quale si adempie all’obbligo scolastico, può avere delle conseguenze negative sia sulla formazione scientifica di base degli studenti italiani, che già oggi, come evidenziato dai risultati delle prove OCSE PISA, risulta debole in confronto a quella dei giovani di altri Paesi industrializzati, sia sulle vocazioni per il proseguo degli studi in campo scientifico. I sottoscritti cittadini, ritengono che l’impostazione data al riordino della scuola secondaria non sia in accordo con le indicazioni provenienti dall’Unione Europea e dall’OCSE (1) in merito all’educazione scientifica. Nello specifico, evidenziano quanto segue.

1) Una diminuzione delle ore di scienze nella fascia d’età dell’obbligo scolastico porterebbe a vanificare gli sforzi intrapresi con il ‘Progetto Lauree Scientifiche’ nel quale sono state investite risorse al fine di promuovere un maggior interesse dei giovani verso la prosecuzione degli studi in campo scientifico. Esistono, infatti, studi che indicano quanto l’interesse dei giovani verso le scienze dipenda da come e quanto queste vengono trattate a scuola entro i 15 anni di età.

2) Un’alfabetizzazione scientifica di base, fatta sia di conoscenze che di abilità, deve consentire a tutti di saper interpretare e spiegare i fenomeni naturali e fruire in modo corretto e consapevole delle moderne conquiste della scienza e della tecnologia. Se si considera, da una parte, la diminuzione delle ore di scienze e, dall’altra, che l’obbligo scolastico si assolve 16 anni, questi obiettivi non potrebbero essere garantiti alla grande maggioranza degli studenti italiani escludendo, nella pratica, le scienze dalle discipline fondamentali per la formazione del cittadino.

3) Una diminuzione delle ore di scienze non consentirebbe di impostare l’attività didattica secondo le modalità consigliate dalle più recenti acquisizioni della ricerca nell’ambito dell’educazione scientifica. Infatti, lo svolgere attività in laboratorio e l’impostare le lezioni in modo da far “fare scienze” agli studenti, piuttosto che semplicemente raccontarle, richiede maggior tempo a disposizione per poter sperimentare, osservare, ipotizzare, verificare e considerare l’errore, discutere e argomentare, e, in definitiva, svolgere tutte quelle attività che sono proprie del processo scientifico, le quali sono indispensabili per permettere agli studenti di acquisire quelle competenze di più alto livello raccomandate dagli stessi organismi internazionali e il concetto stesso della “natura della scienza”.

Chiedono quindi al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di riconsiderare il progetto di riordino tenendo in considerazione le osservazioni sopra elencate e di fare in modo che all’educazione scientifica sia riconosciuta la dovuta dignità all’interno della scuola secondaria italiana.

1)soltanto la presenza dello stesso docente per un numero considerevole di ore alla settimana ed un approccio didattico basato su problemi autentici consentiranno la reale integrazione delle scienze sperimentali e l’applicazione delle metodologie didattiche più attuali, suggerite dagli organismi internazionali che si occupano di insegnamento e apprendimento scientifico.

2)La diminuzione delle ore dedicate agli insegnamenti scientifici e la loro frammentazione tra docenti appartenenti a classi di concorso diverse porterebbe alla mancata costituzione di cattedre stabili in molti istituti scolastici, con i conseguenti disagi in termini di organizzazione scolastica, di perdita di continuità e di minore impegno dei singoli insegnanti all’interno delle scuole dove non manterrebbero la titolarità.

Con il nuovo ordinamento si avrà una situazione assurda:

possiamo  insegnare chimica in un liceo scientifico o classico ecc, ma non in un biennio di un istituto tecnico commerciale o in un professionale. Tra gli insegnanti della classe di concorso A060 ci sono anche laureati in farmacia e in chimica.

Quando si andranno a  formare le cattedre di Scienze(A060)Chimica (A013)…. e Fisica (A038) si dovranno considerare tre classi di concorso distinte, e tenendo conto del numero ridotto di ore, nessuna delle tre cattedre arriverà a 18 ore…
Come si procederà?
Gli attuali insegnanti A060 (che diventerà A-46 scienze naturali chimiche biologiche )  diventeranno perdenti posto e si chiameranno 3 supplenti su spezzoni di cattedra.
 Gli insegnanti titolari rimasti avranno 9 classi (in pratica dovranno insegnare a 250 alunni)


Originariamente il decreto prevedeva l’insegnamento delle scienze integrate come un unico insegnamento.. ed era stato concepito in modo corretto
Si può insegnare mineralogia senza fare chimica..  o l’apparato digerente senza fare le biomolecole  e potrei continuare.. ..la chimica e le scienze sono strettamente connesse
Per evitare queste situazioni si potrebbe attribuire più classi di concorso  alla stessa disciplina, esempio  :
-scienze integrate chimica (3 ore) alla classe di concorso A013 o A060
-scienze integrate fisica (2 ore) alla classe di concorso A038 o A060 (come viene fatto attualmente con Scienza della Materia)
Sarebbe molto più facile e funzionale la formazione delle cattedre, gli organici sarebbero più stabili e l’insegnamento più efficace, (insegnare  scienze 4 o 5 ore in una stessa classe è sicuramente più produttivo)

Le nostre proposte tengono conto delle esperienze già acquisite dai docenti abilitati nella attuale classe di concorso 60/A in merito all’insegnamento della geografia e di scienza della materia negli attuali istituti tecnici commerciali. Queste discipline debbono continuare ad essere insegnate dal docente della nuova A-46, soprattutto nei futuri istituti tecnici del settore economico, che è quello in cui il riordino determina una considerevole diminuzione delle ore di scienze.
Nel formulare le nostre proposte, vengono considerate inoltre: le propedeuticità delle varie discipline scientifiche nei diversi indirizzi di tutti i futuri istituti tecnici e professionali e la formazione dei docenti che dovrebbero/potrebbero insegnare le scienze integrate.
La nostra proposta viene presentata sotto forma di tabella con lo stesso formato adottato da questo Ministero, preceduta da osservazioni che contengono le motivazioni specifiche per ogni indicazione.
Infine vengono anche indicate delle possibili alternative per la denominazione della nuova classe di concorso A-46 ed osservazioni su alcuni insegnamenti di indirizzo.
Nel ringraziare per l’interesse mostrato, porgiamo   distinti saluti

Nel sito www.anisn.it si stanno raccogliendo firme IN DIFESA DELL’EDUCAZIONE SCIENTIFICA http://www.anisn.it/educazione_scientifica.php

Hanno già firmato 5500 persone fra cui spiccano quelle di  esponenti di rilievo della cultura scientifica e del mondo accademico.



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