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Si dimette anche da ministro degli Esteri di Sofia

Ue, lascia la commissaria bulgara Jeleva


Il capogruppo Ppe a Europarlamento: «Non aveva le capacità, ma è vittima di piccola guerra politica patetica»

STRASBURGO - La bulgara Rumiana Jeleva ha deciso di ritirare la propria candidatura a commissaria dell'Unione europea alla Cooperazione e aiuti umanitari. Lo ha reso noto il capogruppo del Ppe all'Europarlamento, Joseph Daul, in una conferenza stampa. «Non credo avesse le capacità, ma è stata vittima di una piccola guerra politica abbastanza patetica», ha aggiunto Daul. Lunedì però l'ufficio legale del Parlamento europeo aveva stabilito che il passato di amministratore delegato di Jeleva nella Global Consult, una società bulgara di consulenza per la privatizzazione, non era in conflitto con il ruolo di commissario per gli aiuti umanitari che il presidente della Commissione europea, José Manuel Durao Barroso, avrebbe voluto affidarle. Ma nel gennaio 2009, secondo i servizi giuridici dell'Europarlamento, Jeleva avrebbe «firmato importanti documenti finanziari come manager della Global Consult», mentre lei stessa ha dichiarato di non farne più parte del 2007.

DUBBI - Gli europarlamentari di tutti i gruppi politici, eccetto il Ppe, avevano sollevato dubbi sulla preparazione del ministro degli Esteri bulgaro, ma anche per il conflitto di interessi e gli affari poco chiari del marito banchiere Krassimir Jelev, chiacchierato a Sofia per presunti contatti con la mafia, episodi di corruzione ed evasione fiscale. Jeleva, vice presidente del Partito popolare europeo, ha inviato una lettera al primo ministro bulgaro Boyko Borisov annunciando la sua rinuncia all'incarico europeo e anche a quelle capo della diplomazia di Sofia. La banca in cui lavora Jelev è stata tra i principali finanziatori della campagna elettorale di Borisov, il quale, prima di darsi alla politica faceva la guardia del corpo dell'ultimo dittatore comunista della Bulgaria, come ha ricordato il capogruppo del Ppe Martin Schulz.

SOSTITUTA - Barroso ha annunciato la sostituta di Jeleva: si tratta di Kristalina Georgieva, vice presidente della Banca mondiale. Il voto finale del Parlamento europeo sul nuovo esecutivo è destinato quindi a slittare oltre il 26 gennaio, data inizialmente prevista.Nel frattempo Daul ha nuovamente criticato il candidato commissario per le Relazioni interistituzionali, lo slovacco Maros Sefcovic e l'alto rappresentante Ue per la politica estera, la britannica Catherine Ashton, entrambi socialisti. Il primo per le sue dichiarazioni del 2005 sui rom, la seconda per la sua mancata presenza ad Haiti insieme al segretario di Stato americano Hillary Clinton.



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