Una compagnia di assicurazioni che rifiuta di pagare il sussidio di
disoccupazione a un disabile, un ragazzo autistico escluso da una scuola, un
autobus pubblico non accessibile per una sedia a rotelle: questi sono solo
alcuni degli esempi di violazione dei diritti dei disabili discussi dalla
commissione Petizioni del Parlamento lo scorso 26 aprile. Rappresentazioni
diverse della stessa realtà, che evidenziano comportamenti discriminatori verso
i disabili.
Un possibile metodo per affrontare il problema era già stato proposto da una
precedente petizione presentata dall'European Disability Forum, con il supporto
di 1,3 milioni di cittadini UE. Questa petizione dichiara che la direttiva UE
antidiscriminazione proposta dalla Commissione (ma attualmente bloccata dai
paesi membri nel Consiglio) non è sufficiente a tutelare i diritti della
popolazione disabile. Per questo i firmatari hanno chiesto una legge specifica
per proteggere i diritti di queste persone.
I prossimi passi
La commissione Petizioni ha deciso di proporre un'interrogazione al
Consiglio, chiedendo di sbloccare il prima possibile la direttiva
antidiscriminazione, e di scrivere alla commissione per le Libertà civili perché
fornisca la propria opinione.
Questo in pratica significa che i cittadini sono riusciti ad allertare
l'Unione riguardo a una possibile lacuna nella legislazione europea su un
particolare argomento. Ora, la Commissione europea dovrà valutare la necessità
di sviluppare una legge ad hoc.
Le petizioni
Ogni cittadino dell'Unione europea, o residente in un paese membro, può
individualmente o in associazione con altri sottoporre una petizione al
Parlamento europeo, su un soggetto che cade nell'area di competenza UE e la
influenza direttamente.
Altri esempi di come le petizioni hanno plasmato l'agenda europea:
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I piani di un gasdotto progettato per collegare Russia e Germania passando
per il mar Baltico sono stati messi in discussione da una petizione firmata da
quasi 30.000 cittadini europei. L'argomento è stato dibattuto durante la
plenaria dell'8 giugno 2008.
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Il Parlamento ha deciso di istituire una commissione d'inchiesta sulla crisi
della Equitable Life Assurance Society, dopo che parecchie petizioni avevano
denunciato perdite finanziarie a danno di più di un milione di titolari. La
plenaria ha sostenuto con una maggioranza schiacciante la richiesta al governo
britannico di compensare le vittime del quasi fallimento della compagnia.
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