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Plenaria di ottobre a Bruxelles: Trattato di Lisbona dopo il voto irlandese e libertà di espressione
Dibattito sulla libertà d'informazione in Italia
Nel corso di un dibattito sulla libertà di informazione in Italia, i
rappresentanti dei gruppi PPE, ECR e EFD hanno ammonito dall'utilizzare l'Unione
europea quale forum per risolvere le questioni di politica interna. D'altro
lato, i gruppi S&D, ALDE, Verdi/ALE e GUE/NGL hanno chiesto alla Commissione
di proporre un'ampia legislazione europea sul pluralismo dei media.
Dichiarazione in nome della Commissione
Il commissario per i media, Viviane Reding, ha
sottolineato che l'Unione europea ha poteri limitati nel campo della stampa
scritta ma che tutti gli Stati membri hanno istituzioni proprie per risolvere
eventuali problemi legati ai diritti fondamentali. Ha quindi invitato i deputati
a non risolvere i problemi tramite le istituzioni europee se possono farlo a
livello nazionale.
Interventi in nome dei gruppi politici
Il Presidente del gruppo Popolare Europeo, Joseph
Daul, condannando l'utilizzo del Parlamento quale forum per un
dibattito nazionale ha sottolineato che l'Italia è un paese democratico dove
l'ordinamento giuridico è rispettato. Il Parlamento non ha poteri su questa
materia e non dovrebbe essere strumentalizzato per i regolamenti di conti.
Per David-Maria SASSOLI, che ha parlato al nome del gruppo dei
Socialisti e Democratici, l'Italia è un grande paese democratico, come
dimostrato dalla sentenza di ieri della sua Corte costituzionale. Tuttavia, a
suo parere, nei paesi dell'Unione il diritto di informazione dovrebbe essere
garantito da standard comuni. Ha pertanto chiesto una direttiva europea con
indicatori applicabili a tutti.
Il leader belga del gruppo liberale Guy
Verhofstadt, ha dichiarato che non dovrebbe essere negata
l'esistenza di un problema. Il fatto che tre paesi dell'Unione siano stati
classificati dall'organizzazione Freedom House come aventi media solo
"parzialmente liberi" lo preoccupa e rende necessaria la richiesta alla
Commissione di garantire il pluralismo dei media.
La deputata olandese del gruppo Verde, Judith
Sargentini, ha precisato che il tentativo di depennare questo
dibattito dall'agenda è stato vergognoso. A causa di pressioni, i giornalisti
italiani applicano l'autocensura e la democrazia italiana è diventata
vulnerabile. Gli Stati membri attuali, come quelli in via di adesione,
dovrebbero rispettare i criteri di Copenaghen.
Per Ryszard Czarneski, polacco del
gruppo conservatore e riformista, questi temi sono emersi anche in altri Paesi
dell'Unione europea, inclusa la Polonia, senza che di ciò si dibattesse al
Parlamento europeo. Spetta agli italiani risolvere i loro problemi interni.
Patrick Le Hyaric a nome della Sinistra
Unita ha criticato l'influenza sui mezzi di comunicazione del Primo ministro
italiano che, a suo parere, risulta incompatibile con una democrazia moderna. Ha
poi richiesto la creazione di un osservatorio europeo per la libertà di stampa.
Francesco Speroni, (del gruppo 'Libertà e Democrazia', ha
sottolineato che in Italia l'opposizione ha un ampio spazio sui media. Chi
ritiene che in Italia non vi sia libertà di espressione, ha aggiunto, dovrebbe
avviare la procedura prevista dall'articolo 7 del Trattato per violazione dei
diritti fondamentali, che richiede prove e documentazione allo stato dei fatti
assolutamente inesistenti.
Replica della Commissione
Replicando al termine del dibattito, la commissaria Reding ha
asserito che una normativa sul pluralismo dei media sarebbe possibile unicamente
allo scopo di risolvere eventuali problemi legati al mercato interno.
Il Parlamento europeo adotterà una risoluzione sulla libertà d'informazione nel
corso della sessione del 19-22 ottobre a Strasburgo.
[...Fonte Parlamento Europeo]
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